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È nelle sale “Né Giulietta, né Romeo”, il film diretto da Veronica Pivetti

“Né Giulietta, né Romeo”, il  film con il quale Veronica Pivetti esordisce alla regia, è da oggi nella sale cinematografiche, distribuito da Microcinema.  Scritto dalla stessa attrice/regista in collaborazione con Giovanna Gra, è una commedia decisamente poco convenzionale e abbastanza godibile, con dialoghi ben scritti e felici risoluzioni comiche, sebbene risenta forse di alcuni difetti derivanti dal fatto di essere un’opera prima. La Pivetti, oltre a dirigere il film, interpreta Olga, madre di Rocco (Andrea Amato), un adolescente dall’incerta identità sessuale e vittima di bullismo a scuola.  Corrado Invernizzi è l’ex marito di Olga e padre di Rocco, Manuele Bordin, uno psichiatra  dongiovanni, mentre Pia Engleberth veste i panni della nonna del ragazzo, irriducibile nostalgica del regime. Il cast è completato dai due inseparabili amici del protagonista: Francesco De Miranda,  nei panni dell'ingenuo e goffo Mauri, e l’esordiente Carolina Pavoni, alias Maria,  la comica amica del protagonista, dispensatrice di perle di saggezza.

La storia è incentrata sulla difficoltà di Romeo, che prova a dichiarare la propria omosessualità alla propria famiglia, apparentemente emancipata, ma che alla prova dei fatti dimostra di non essere in grado di accettare di buon grado la rivelazione del ragazzo. La reazione dei suoi familiari spingerà il ragazzo a fuggire con i suoi amici a Milano, per assistere al concerto del suo musicista preferito, l’icona gay del momento, dove sarà inseguito e raggiunto dalla madre e dalla nonna. "Ho cercato di raccontare, con la macchina da presa saldamente in spalla, lo sgomento e l’incapacità di chi siede pericolosamente in bilico sulle proprie miopi certezze", ha spiegato Veronica Pivetti, che ha fortemente voluto questa pellicola. "Fare questo film è stata un’esperienza dirompente, un’assunzione di responsabilità sull’otto volante, un bagno totale di logica e istinto insieme - ha detto la regista - Come Rocco, ho deciso di cambiare pelle sperimentando un’altra, nuova, sentita e desiderata identità professionale".

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