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Nelle sale: A Bigger Splash

Oggi nelle sale il nuovo film "A Bigger Splash" di Luca Guadagnino, palermitano, 44 anni, cresciuto in Etiopia, un thriller 'erotico' con una produzione internazionale e un cast da oscar: Tilda Swinton, Ralph Fiennes e poi Dakota Johnson, Matthias Schoenaerts. Nonostante sia solo al suo quarto film è già considerato un regista a livello internazionale, amato anche dal mondo della moda, ma Guadagnino afferma di essere stanco di sentirsi etichettato come il 'regista italiano che piace agli americani', infatti in una sua intervista dichiara:  ''Il cinema non avendo confini non ha geografia, il cinema e' cinema e la capacita' di ascoltare la realta' e' la cosa che piu' mi affascina e non ha niente a che vedere con l'imperativo del glamour o della cartolina. Quanto a me - ha detto Guadagnino - i miei ammiratori piu' incondizionati vengono dalla Corea del Sud, altri in Svezia ma anche in Portogallo e Turchia. Credo che il problema sia piuttosto come ci rapportiamo noi italiani con la nostra rappresentazione, la nostra prossimita'''. 

Oltre alle quattro star presenti nel film l'altro grande protagonista di A Bigger Splash è l'isola di Pantelleria, location idilliaca scelta come meta di vacanza, come nido d'amore e buen retiro per le due coppie i cui destini si intrecciano sotto il sole della Sicilia. Motivando la scelta della location, dichiara: "Non ho scelto Pantelleria perché sono siciliano. L'idea di fare un film su questo quartetto isolato e separato dal resto del mondo mi ha fatto pensare che serviva un altro protagonista: il luogo in cui si svolge l'azione. Pantelleria, con i suoi contrasti e le sue violenze, mette a nudo i personaggi e li spinge a tirar fuori il loro vero io".  Infatti, la posizione geografica di Pantelleria, vicina a Lampedusa, spinge il regista ad accennare alla tragedia delle carrette del mare che trasportano coloro che sono in fuga dalla guerra o che vanno in cerca di fortuna in Europa. L'attrice Tilda Swinton, sensibile al tema, interviene puntualizzando: "Smettiamo di chiamarli migranti, sono rifiugiati di guerra".

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