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Gran pienone al Pirata di Cervia per la festa della taranta

 

E' ormai uno degli appuntamenti più attesi dell'estate cervese, il momento in cui si fondono - nel sacro vincolo della buona tavola - la cultura romagnola e quella pugliese. 

In omaggio ad un evento quasi liturgico, anche quest'anno, oltre trecento persone hanno partecipato, al ristorante "Al Pirata" di Cervia, alla "Notte della taranta", il tradizionale evento folcloristico che la famiglia Iasi dedica annualmente alla cultura del Salento. 

La serata dedicata alla musica, ai sapori e alla tradizione pugliese, giunta quest'anno alla sua dodicesima edizione, è un evento davvero unico, tanto che anche i politici locali - con in prima fila l'assessore Giovanni Grandu - lo santificano ogni anno come fosse ormai un'eccellenza della proposta gastronomica nostrana: "Quando il 29 agosto del 2006 - spiega Iasi - decidemmo di organizzare questo evento, non immaginavamo che avrebbe riscosso un successo così clamoroso. E in questi momenti, come faccio ogni anno, mi piace ricordare, in particolare, Pino Zimba, maestro della pizzica, uno degli amici che, come me, più di tutti ha creduto in questa iniziativa". 

Grande successo, durante la serata, per la burrata fatta "dal vivo" dagli chef del Pirata e, ovviamente, fantastico l'intrattenimento musicale che - tra una pizzica e una taranta - ha trascinato fino a notte fonda l'intero locale in un incontenibile ballo di gruppo no-stop.

 

L'evento dedicato alla taranta è l'opera omnia di una stagione estiva che per il ristorante cervese va in archivio con i soliti numeri da capogiro. Dalle serate dedicate al jazz a quelle focalizzate sulle degustazioni di crudità, l'emporio gastronomico di casa Iasi - che proprio quest'anno ha festeggiato i primi vent'anni di attività - continua ad essere una delle mete privilegiate di molti politici e personaggi dello showbiz: "Gli ultimi a farci visita sono stati l'onorevole Salvini e la compagna Elisa Isoardi - conclude Iasi - ma, da sempre, al Pirata siamo abituati ad ospitare personaggi più o meno noti. Da noi, però, l'appellativo 'vip' è da sempre bandito, perché qui tutti i palati sono uguali. Preferiamo chiamarli semplicemente 'amici', ovvero persone che, quando capitano sulla riviera romagnola, si ricordano i sapori dei nostri crostacei o la freschezza del nostro crudo".

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