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I metal-detector della Securitaly in tutti i carceri italiani



 

Da Parolisi a Donato Bilancia, da Olindo e Romano a Gianfranco Stevanin, da Luigi Chiatti ai grandi mafiosi in regime di 41 bis. Tutti i più celebri criminali italiani, quelli che stanno scontando dai 30 anni all'ergastolo nei carceri del Belpaese, saranno controllati in futuro dai metal detector della Securitaly.

Nei giorni scorsi, infatti, i responsabili dell'azienda di Cesenatico - reduci dalla Fiera sulla sicurezza di Milano - si sono recati a Roma nella sede del Ministero di Grazia e Giustizia per concordare la fornitura di circa 600 meta detector che saranno distribuiti nelle 231 case circondariali italiane per controllare oltre 60mila detenuti.

 

Non è la prima volta che gli enti governativi italiani si affidano all'azienda di via del Platani per acquistare (o noleggiare) apparati per la sicurezza. Del resto, anche dai paesi esteri, cresce l'attenzione per il know-how della Securitaly che, tra i suoi clienti internazionali, annovera - tra gli altri - anche il governo cinese. 

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