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Troppe ore ai videogames? Elliot Rodger ha fatto una strage!



Come pensare che la mente non subisca danni permanenti quando è occupata per molte ore del giorno a giocare con i videogiochi? Cosa succede e come cambia la vita di un ragazzo "recluso"?
Vi spieghiamo scientificamente cosa succede al cervello quando è occupato a giocare e cosa succede dopo ore ed ore di assuefazione, proprio così, i videogiochi danno assuefazione come fossero una droga!
Il caso più eclatante e deprimente analizzato per voi: Elliot Rodger e la strage a Santa Barbara.
 
- COSA ACCADE AL CERVELLO DOPO ORE PASSATE A GIOCARE AI VIDEOGIOCHI?
PERDI IL CONTROLLO DELLA TUA VOLONTA' E DIVENTI VIOLENTO
Con circa 10 ore di videogames violenti - nell’arco di una settimana - le aree cerebrali che tengono sotto controllo i comportamenti aggressivi riducono la loro attività e si diventa astiosi e violenti.
 
- COME SI PUO' DIMOSTRARE SCIENTIFICAMENTE CHE CHI GIOCA - A LUNGO ANDARE - PERDE IL CONTROLLO DEL SUO CERVELLO?
Con la risonanza magnetica funzionale scandagliata sul cervello è stato possibile dimostrarlo. 
100 ragazzi (18 e 30 anni) hanno giocato per 10 ore a videogames violenti in una settimana, poi sono stati privati degli stessi videogames per la settimana successiva: dopo l’astinenza l’attività cerebrale tornava a essere normale indica che esistono buone potenzialità di recupero, ma quello che ancora non sappiamo, dicono gli autori dello studio, è cosa può succedere al cervello con anni di sollecitazioni continue.
 
- COSA SUCCEDE A CHI GIOCA FREQUENTEMENTE E PER ANNI AI VIDEOGAMES?
Una dimostrazione reale è quelle del 22enne statunitense Elliot, che dopo aver giocato per anni (anche 8 ore al giorno ai videogames) si è distaccato dalla realtà e ha fatto una strage con, come ultima vittima, se stesso.
 
 
IL CASO ELLIOT RODGER E LA STRAGE A SANTA BARBARA: «SONO VERGINE, VI ANNIENTERO'!»
 
LA STORIA
Venerdì 23 maggio 2014, sette persone sono morte e altre tredici sono state ferite a Santa Barbara, in California, in seguito a una sparatoria vicino al campus dell’università. A sparare è stato Elliot Rodger, che aveva attentamente pianificato il massacro nelle settimane precedenti e che si è ucciso alla fine della sparatoria in un parcheggio. 
Il 22enne aveva lasciato video e testi su alcuni social in cui annunciava le sue motivazioni, dove spiegava la rabbia da cosa era sfociata e il suo odio per le donne: ma nessuno aveva considerato che il suo distacco dalla reltà giungesse da problemi cerebrali.  
Il padre e la madre del giovane avevano divorziato quando lui era tredicenne, questo fu un duro colpo per Elliot che non superò affatto. Quando veniva a trovarlo il padre giocavano per ore, finché il gioco a due divenne un gioco solitario. Si racconta persino che Elliot un giorno riuscì a passare 16 ore di fila davanti ai videogames. Il ragazzo usciva sempre meno e odiava sempre di più i giovani che avevano una vita sociale.
La sua rabbia, dovuta a un completo distacco dalla realtà - causato dal troppo tempo passato davanti ai videogiochi - l'aveva portato a un totale delirio, frustrazione sfociata in odio nei confronti delle donne, perché come sosteneva lui non lo consideravano, ma la sua violenza sarebbe sfociata in altro anche se avesse avuto rapporti sessuali. Il vero motivo della sua totale non considerazione da parte della ragazze, NON era dovuto al fatto che fosse brutto o povero (perché non era ne l'uno nell'altro, considerata la posizione del padre come famoso regista hollywoodiano) ma era da attribuirsi alla sua mancanza di sentimenti e al suo sentirsi superiore a tutti.
Elliot Rodgers era represso sessualmente perché restava rintanato in caso davanti ai videogames invece di uscire e condividere momenti "umani" con i giovani, era distaccato totalmente dalla realtà e la sua mente aveva subìto danni permanenti.
La madre decise allora di mandarlo in un'università prestigiosa per dargli modo di socializzare, ma il ragazzo era ormai troppo malato per riprendersi. Il vedere ragazze bionde e bellissime non faceva altro che aumentare in lui la rabbia. Divenne misogino e nei video aveva deliri di onnipotenza.
Fu così che prese lezioni di tiro, acquistò molte armi e 400 munizioni e registrò dei video in cui spiegava la sua imminente strage. Era un venerdì sera, un giorno in cui le ragazze uscivano per andare nei locali.
Il pomeriggio uccise i suoi tre compagni di stanza e inviò una mail ai genitori per spiegare cosa avrebbe fatto, poi si diresse in un bar e con sangue freddo sparò a chi era all'interno, infine, sempre con molta calma, si diresse nella zona del Campus dove le ragazze si stavano preparando per uscire e fece una strage.
I genitori non fecero in tempo ad avvisare le autorità.
 
- COSA ERA SUCCESSO ALLA MENTE DI ELLIOT RODGER?
Il cervello del 22enne si era alterato biochimicamente e non aveva più risposto alle normali trasmissioni neurologiche. Come si poteva constatare nei video del giovane, visualizzate e studiate dagli psichiatri americani, il ragazzo non mostrava mai emozioni nei suoi clip, era impassibile, non ingoiava saliva per l'emozione e non subiva aumenti nel battito cardiaco, come se le ore passate davanti ai videogames lo avessero trasformato nel giocatore del videogioco.
 
- SPIEGAZIONE SCIENTIFICA 
Uno studio delle Università di New York ha scoperto che i videogiochi violenti riconfigurano il tipo di neuroni del cervello umano; esaminando la mente con una particolare risonanza che rintraccia le variazioni biochimiche cerebrali, si è visto che i videogiochi aumentano i neuroni adatti ad affrontare situazioni di attacco o fuga, non proprie della vita reale se non in caso di guerra. Aumentano anche le connessioni fra quei centri cerebrali superiori e inferiori che costituiscono la rete nervosa che controlla il sistema neuroendocrino e la vigilanza. Addirittura, in chi guardava clip violente, è aumentata la noradrenalina, un neurotrasmettitore fondamentale nella risposta generale allo stress perché incrementa l'attenzione e le reazioni di attacco o fuga favorendo l’attivazione del sistema nervoso simpatico con aumento del battito cardiaco. Quindi dal punto di vista biochimico è un po’ come se il giocatore si trovasse davvero a combattere di persona nel videogame.
 
- DA COSA DERIVA L'ASSUEFAZIONE DA VIDEOGIOCHI? 
L'assefuazione è legata ad alterazioni della dopamina, il neurotrasmettitore del piacere, tant’è che i ricercatori ipotizzano una sorta di assuefazione da videogames per saturazione dei meccanismi di gratificazione e di compenso. Questa gratificazione, come fosse una droga costante, nasce chimicamente nell'individuo e sviluppa quel piacere continuo che lo abbandona ogni qualvolta non gioca. Ecco perché si passano ore ed ore davanti lo schermo: perché il cervello ha bisogno di quello stimolo.
 
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