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Dove la vigna comanda: il modello virtuoso di Cantina Maurizio Costa

Osservare la Cantina Maurizio Costa con lo sguardo di un enologo significa leggere ogni scelta come un atto tecnico prima ancora che poetico. Qui il vino non è mai il risultato di un compromesso, ma la conseguenza diretta di un ambiente severo, di una viticoltura esigente e di una visione estremamente chiara: lasciare che il territorio si esprima senza mediazioni inutili.

Modigliana è un’area che non concede margini di errore. Le altitudini comprese tra i 300 e i 600 metri, le forti escursioni termiche e i suoli arenacei-calcarei impongono una viticoltura di precisione. Dal punto di vista agronomico, queste condizioni portano naturalmente a basse rese, bucce spesse, maturazioni lente e profili aromatici complessi. È un contesto ideale per chi cerca finezza, tensione acida e profondità, ma richiede competenza e pazienza. Non è un territorio che perdona l’improvvisazione.

Il Sangiovese, in queste condizioni, cambia pelle. Non lavora sulla muscolatura, ma sulla struttura interna. I tannini si formano fini, cesellati, mai aggressivi; l’acidità non è mai spigolosa, ma integrata; il frutto resta sempre nitido, più vicino alla ciliegia scura e alle erbe officinali che alle maturazioni dolci. Dal punto di vista enologico, è un Sangiovese che va accompagnato, non guidato: estrazioni misurate, legni discreti, tempi lunghi.

Il caso emblematico è la vigna del 1922, meno di un ettaro ad alberello, un vero laboratorio vivente. Piante così vecchie hanno un equilibrio radicale che nessuna tecnica moderna può replicare. Producono pochissimo, ma con una concentrazione naturale e una complessità fenolica straordinaria. “Cento” nasce proprio da qui, ed è un vino che, tecnicamente, colpisce per la sua apparente contraddizione: grande densità e al tempo stesso slancio verticale. È il risultato di un bilanciamento perfetto tra maturità e freschezza, dove l’intervento umano è ridotto all’essenziale.

Anche le altre etichette seguono la stessa linea di pensiero. “MoDi” rappresenta una lettura più ampia del territorio, mantenendo una matrice romagnola ben riconoscibile ma con un linguaggio comprensibile anche a un pubblico internazionale. “Floss”, Cabernet Franc in purezza, è un esercizio di coerenza agronomica: dimostra che un vitigno non autoctono può trovare identità solo se inserito in un contesto pedoclimatico capace di contenerne la naturale esuberanza aromatica. Qui il Cabernet Franc rinuncia alle note verdi eccessive e ai toni sovramaturi, privilegiando equilibrio e profondità.

Dopo la scomparsa di Maurizio Costa, la continuità del progetto è forse l’aspetto più rilevante dal punto di vista tecnico. I figli Angelo e Francesco hanno scelto di non reinterpretare lo stile, ma di raffinarlo. L’agricoltura biologica non è una bandiera, ma una necessità agronomica in un ecosistema così fragile. Alte densità d’impianto, rese bassissime e selezioni severe in vendemmia sono strumenti, non obiettivi. In cantina, il supporto di Donato Lanati garantisce un approccio scientifico rigoroso, dove ogni parametro – dalla gestione dell’ossigeno ai tempi di affinamento – è funzionale alla leggibilità del vino.

I riconoscimenti arrivati negli ultimi anni non sorprendono chi conosce bene il territorio. Dal punto di vista enologico, Modigliana è oggi uno dei luoghi più interessanti per il Sangiovese, e Cantina Maurizio Costa rappresenta una delle interpretazioni più coerenti e credibili. Non per stile, ma per aderenza al contesto.

Degustare questi vini significa confrontarsi con un’idea di qualità che non cerca consenso immediato. Sono vini che chiedono tempo, attenzione, ascolto. Ed è forse questo l’aspetto più prezioso: la sensazione netta che ogni bottiglia non sia stata “costruita”, ma semplicemente portata a compimento.

Per chi, come me, vive il vino come sintesi di tecnica, territorio e responsabilità, Cantina Maurizio Costa è un esempio raro di coerenza. Qui la qualità non è un risultato da dichiarare, ma una scelta quotidiana. E si sente, nitidamente, nel bicchiere.

Davide Percassi (enologo)

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