La sicurezza è oggi uno dei temi che più richiamano l’attenzione dei condomini. Negli ultimi anni, infatti, la tutela degli edifici residenziali è diventata sempre più centrale, anche alla luce di incidenti, adeguamenti normativi e di una sensibilità crescente verso la prevenzione.
In questo scenario si inserisce il Ras, Registro Anagrafe Sicurezza, uno strumento tecnico-amministrativo pensato per raccogliere e aggiornare tutte le informazioni rilevanti sulla sicurezza di un condominio.
In Riviera e a Cesenatico i condomini sono numerosi, sia quelli abitati durante tutto l’anno sia quelli a destinazione turistica. Su questo tema una delle figure più preparate è Sabrina Andreotti, amministratrice condominiale del team di I-Service, che nel corso della sua attività ha maturato competenze nella gestione amministrativa, tecnica e relazionale, affrontando quotidianamente problematiche legate alla sicurezza, alla manutenzione e alla valorizzazione degli immobili.
Il concetto di “anagrafe condominiale” nasce formalmente con la riforma del condominio introdotta dalla legge 220 dell’11 dicembre 2012, entrata in vigore nel 2013, che ha modificato diversi articoli del Codice civile, in particolare l’articolo 1130. In base a questa norma, l’amministratore è tenuto a curare il registro di anagrafe condominiale, contenente i dati dei proprietari, degli inquilini e le informazioni relative alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio.
Il Ras rappresenta l’evoluzione operativa e tecnica di questo obbligo: non si limita infatti a essere un semplice elenco anagrafico, ma si configura come un vero e proprio fascicolo della sicurezza dell’immobile.
“Al suo interno – spiega Andreotti – c’è un dossier completo che raccoglie tutte le informazioni tecniche, documentali e certificative relative alla sicurezza del condominio. Può includere certificazioni degli impianti elettrici, del gas e degli ascensori, documenti strutturali e statici, pratiche di prevenzione incendi, verifiche periodiche e manutenzioni, planimetrie aggiornate ed eventuali criticità. In sostanza, è una vera e propria carta d’identità tecnica dell’edificio”.
Il Ras, aggiunge l’amministratrice, non è soltanto un adempimento formale, ma uno strumento fondamentale sotto molti aspetti: “Serve alla prevenzione dei rischi, alla corretta individuazione delle responsabilità legali, alla valorizzazione dell’immobile e a una gestione più efficiente delle manutenzioni”.
L’esperta sottolinea inoltre come i costi siano contenuti: “Realizzare un registro Ras è tanto doveroso quanto semplice. Indicativamente, si spendono dai 200 ai 500 euro per i piccoli condomini e dai 500 ai 1.000 euro per quelli di media grandezza; i costi annui di aggiornamento variano invece dai 100 ai 500 euro. Si tratta quindi di cifre contenute, a fronte di vantaggi concreti”.
Per questo motivo il Registro Anagrafe Sicurezza si sta imponendo come uno strumento sempre più importante nella gestione condominiale: una soluzione evoluta, trasparente e conforme agli obblighi normativi, capace di offrire maggiori garanzie a residenti, amministratori e proprietari.


