RIMINI – “Che bello qui, non sembra nepppure di stare in Italia”.
Al Tortuga Beach, ristorante e chiringuito del Bagno 67, l’hanno sentita spesso questa frase. E nelle ultime stagioni ci hanno preso proprio gusto. Continuando a giocare, dettaglio su dettaglio, per rendere il locale ogni anno più originale, cosmopolita, al passo coi tempi. Senza l’ambizione di forgiare un modello vincente, ma divertendosi a sperimentare. Intrecciando stili, trend e linguaggi sempre nuovi.
“Se è vero che viaggiare apre la mente, possiamo dire che il nostro locale nasce proprio durante l’inverno. Quando siamo chiusi”, spiega Franco Antonio Sacco, direttore artistico del Tortuga. “Viaggiando, e non semplicemente andando in vacanza, è facile entrare in contatto con culture diverse, conoscere persone e scoprire forme nuove di intrattenimento. Un bagaglio di esperienze da archiviare e riportare a Rimini, riadattandole in chiave romagnola”.
E così spazio alle installazioni in macramè, nuova fissa del designer Nicolò Continolo, che null’ultimo anno ha intrappreso un viaggio tra Sud America e Asia, rimamendo affascinando soprattutto dalla cultura indiana. “Nicolò ha lavorato ad un design che migliorasse l’atmosfera del locale, portando un approccio più artistico e immersivo agli spazi. E coinvolgendo diversi artisti capaci di realizzare installazioni in macramè, con strutture decorative assolutamente originali”, ha raccontato Sacco.
E poi ci sono le persone: Stefano Vicino, che è responsabile delle risorse umane, quest’inverno è passato dallo Sri Lanka alla Jamaica. Dove ha continuato, tra un Rum Punch e un tuffo nel Mar dei Caraibi, a fare colloqui in vista della stagione. Tanto che diversi ragazzi, conosciuti proprio durante il percorso, verranno in Italia per lavorare al Tortuga. “Il suo contributo – spiega Sacco – si vedrà sia nella costruzione di uno staff sempre più internazionale, sia nell’innovazione di alcune proposte del menu. Ma anche nella gestione delle dinamiche di lavoro tra persone con esperienze e background diversi”.
E poi c’è lo stesso Franco Sacco, che nell’ultimo anno si è perso tra Andalusia, Marocco e Purù. Esperienze forti che influenzeranno tutta la programmazione della prossima stagione del Tortuga, sia nella selezione di dj e band musicali che nel modo di costruire e raccontare gli eventi stessi. Sacco, responsabile anche della comunicazione e del marketing, porterà a Rimini personaggi di assoluto rilievo nella scena elettronica internazionale come Giuseppe Albrizio e Sergio Caio aka Hiver, capaci di infiammare il pubblico in contesti come il Dimensions Festival di Tisno, in Croazia, e il CircoLoco di Ibiza. La Santa, altro nome interessante che vedremo al Tortuga, è invece una deejay e producer spagnola, celebre per il suo sound sosfisticato, un’elettronica spituale e cosmopolita dove convivono afro house, organic grooves e una sensibilità melodica influenzata da jazz, bossa nova, soul e world music. “Altri nomi? Il producer colombiano KillaBeatMaker e TribalNeed, progetto solista del musicista italiano Riccardo Moretti”, rivela Sacco. Che però aggiunge: “Le novità non finiscono certo qui”.


