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“Ristorante chiuso? Severine sorprende ancora…

“Ristorante chiuso? Via i tavoli e divento fioraia”. E’ l’idea creativa di Severine Isabey, titolare del Mamì Bistrot di Rivabella che – stanca di girarsi i pollici in attesa della bramata “zona gialla” – ha deciso di sfruttare la licenza di negozio annessa alla sua attività ristorativa e di inaugurare una mini-boutique di “fiori stabilizzati”. 

“Le strade erano due – spiega Severine – o restare con le mani in mano aspettando, rassegnati, qualche buona notizia dal Governo oppure rimboccarsi le maniche e, con un pizzico di creatività, pensare ad una parziale conversione dell’attività per tornare quantomeno a lavorare. Io ho scelto la seconda”. 

E l’idea dei fiori non è stata casuale: “Ho frequentato per anni corsi per diventare floral-designer – aggiunge Severine – e, anche se la mia principale passione resta la ristorazione, anche al Mamì ho messo in pratica tutto ciò che ho imparato in questi anni realizzando personalmente alcune coreografie floreali per abbellire le sale e i nostri tavoli. In questi giorni di chiusura, poi, poiché nel locale ho anche la licenza di commercio al dettaglio, ho deciso di allestire una piccola dependance dedicata ai fiori stabilizzati, una speciale tecnica di trattamento del fiore che, nel momento migliore del suo ciclo vitale, viene ‘stabilizzato’ attraverso un processo di essiccazione in camera iperbarica in modo da preservarne le peculiarità (di aspetto e di profumo) per diversi anni e senza bisogno di alcuna manutenzione”. 

E quello dei fiori è un mondo che ha sempre “flirtato” con Severine che, esattamente 23 anni fa, finì sulle prime pagine di tutti i giornali locali per la corte spietata di uno spasimante che spese qualche milione di vecchie lire per recapitarle 500 rose rosse: “Sarebbe un bel principe azzurro – non si scompose Severine – peccato non sia il mio”.

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