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Intelligenza artificiale, creatività e diritti: all’IMS Ibiza 2026 la musica elettronica guarda dentro il suo futuro

All’IMS Ibiza 2026 l’intelligenza artificiale non è stata trattata come una semplice novità tecnologica. È emersa piuttosto come una questione strutturale, capace di ridefinire il modo in cui la musica viene creata, distribuita, monetizzata e percepita dal pubblico. Non si parla più soltanto di software in grado di generare suoni o separare tracce. Si parla di identità, autenticità, proprietà intellettuale, consenso e valore umano.

Il programma ufficiale dell’International Music Summit ha dedicato all’AI un blocco di incontri specifici, con sessioni su autenticità, ownership, nuovi modelli commerciali e strumenti generativi. Fra gli interventi annunciati, particolare attenzione è stata riservata al keynote di Maria Garrido, Chief Marketing Officer di Deezer, sul tema della percezione dell’autenticità da parte dei fan nell’epoca della musica generata artificialmente.

Il nodo è delicato. Se una canzone può essere prodotta da una macchina, se una voce può essere clonata, se uno stile può essere imitato con precisione crescente, che cosa resta dell’artista? E soprattutto: chi possiede il risultato? Il dibattito non riguarda più solo i creativi, ma anche piattaforme, etichette, società di collecting, fan e legislatori. L’AI può aprire possibilità enormi, ma rischia anche di creare un mercato saturo di contenuti sintetici, dove il valore della presenza umana diventa più difficile da distinguere.

Secondo i dati ripresi dal Business Report IMS, gli strumenti di intelligenza artificiale generativa e di separazione delle tracce sono diventati una componente significativa dell’economia musicale. I ricavi di questi strumenti sono cresciuti del 651% dal 2023, arrivando a 333 milioni di dollari nel 2025, con 63 milioni di utenti attivi mensili.

Questa accelerazione produce una contraddizione interessante. Da un lato, la tecnologia promette accesso, rapidità e nuove forme creative. Dall’altro, la scena elettronica sembra rispondere cercando più fisicità, più comunità, più contatto reale. Beatportal ha sottolineato come all’IMS 2026 il tema dell’AI sia stato accompagnato da una domanda culturale più profonda: come preservare l’identità in un ambiente sempre più automatizzato?

Non è un caso che, accanto all’AI, si sia parlato anche di hardware, performance dal vivo e ritorno del controllo tattile. In un mondo dominato da interfacce digitali, il gesto fisico del musicista, del DJ, del performer torna a essere un segno di autenticità. L’innovazione non viene rifiutata, ma deve essere integrata dentro una cultura ancora guidata da persone, comunità e corpi in movimento.

La vera sfida, dunque, non sarà fermare l’intelligenza artificiale. Sarà costruire regole, modelli economici e pratiche culturali capaci di distinguere l’uso creativo dallo sfruttamento. L’IMS Ibiza 2026 sembra aver indicato una direzione: la tecnologia può ampliare la musica, ma non può sostituire il legame umano che rende viva una scena.

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