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Vacanze. “Safe Beach Space”, la rivoluzione che salverà il turismo balneare dal coronavirus

Un’idea efficace e applicabile sia negli stabilimenti, sia nelle spiagge libere: un nastro e dei picchetti per recintare la porzione di spiaggia in cui può stare ogni bagnante. Parliamo di “Safe Space Beach”, progetto dell’ingegnere olbiese Gianluca Langiu in collaborazione con l’imprenditore nuorese Salvatore Piredda che potrebbe rivoluzionare l’estate italiana (e non solo) del Coronavirus.

Langiu, perchè nasce Safe Beach Space?
L’idea di Safe Beach Space nasce inizialmente anni fa, come presidio per permettere di vivere la spiaggia libera con il dovuto comfort e con la necessaria privacy. Era solo un’idea, comunque pensata e ragionata, con l’emergenza covid19 è stata tolta dal cassetto e “ingegnerizzata”, con componenti precisi e progettati appositamente: nastro antivento/antiriflesso sponsorizzabile, picchetto in materiale plastico progettato appositamente per SBS, retina porta SBS (per non trattenere la sabbia). SBS si adatta sia alla spiaggia libera che alle aree in concessione. E’ economica, sostenibile, semplice da utilizzare, trasportabile. Serve esclusivamente per vivere la spiaggia con il necessario distanziamento sociale senza ulteriori limitazioni.

Gianluca Langiu

In questo periodo i media di mezzo mondo stanno parlando di voi. Grazie a questa grande comunicazione siete riusciti a trovare dei partner per poter commercializzare il prodotto a livello internazionale?
E’ vero, abbiamo avuto un risalto mediatico importantissimo, anche all’estero: stiamo valutando le diverse opzioni, c’è ancora un po’ di confusione a livello politico. Abbiamo trovato un partner, siamo in trattativa, per la distribuzione e commercializzazione. Siamo comunque aperti a possibili investitori per far conoscere il prodotto, anche all’estero.

Si è parlato molto di utilizzare i plexiglass in spiaggia. Il vostro giudizio?
L’idea del plexiglass in spiaggia, a quanto ne so, deriva da una proposta di un’azienda che ha fatto molto scalpore. E’ inapplicabile, pericolosa con vento o mareggiate, per la temperatura elevata che si creerebbe all’interno dell’area delimitata e per problemi di sanificazione delle superfici. Credo che sia stata un’idea buttata lì senza pensarci troppo.

Avete mai pensato di estendere il Safe Beach Space ad attività diverse, esempio concerti all’aperto?
In realtà ci abbiamo pensato, crediamo che SBS possa essere utilizzato anche in altri spazi pubblici, ad esempio al parco, sia per delimitare una zona di relax sia per permettere a sportivi di allenarsi insieme alla dovuta distanza (potrebbe essere utilizzato dalle palestre, associazioni sportive, anche di arti marziali, che ora hanno tantissime limitazioni negli spazi al chiuso). Anche utilizzarlo nei concerti all’aperto potrebbe essere un’ottima idea, ovviamente con la possibilità di spazi più ampi, perchè no!, sarebbe possibile.

L’estate è alle porte. Siete stati contattati da stabilimenti balneari per il vostro prodotto?
Sì, siamo stati contattati da gestori di stabilimenti balneari dI diverse regioni: Sardegna, Liguria, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Calabria e Sicilia (compresi direttori di alberghi che hanno concessioni demaniali). Siamo stati contattati anche da distributori medio-grandi che vorrebbero commercializzare il prodotto in esclusiva, anche su portali online. Al momento non siamo ancora partiti con la produzione perchè a livello di governo nazionale e governi regionali non sono state emanate linee guida di comportamento e di apprestamento per le spiagge.

INFOhttps://www.facebook.com/SafebeachSpace/

https://www.facebook.com/KlojafStudio/

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